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martedì 14 dicembre 2010

Stanco della solita routine? Il ritorno...















Dai in mano ad una povera impiegatucola un Vito Mercedes  e lei ve lo trasformerà in una Panda 4x4, se va bene. Se va male, in un ammasso di righe orizzontali o verticali. Se va peggio, in un ammasso di lamiere accartocciato, dico io. 

Ecco la storia.

Mi telefona il capo, stavolta il giorno prima. "Senti, ti andrebbe di consegnare dei formaggi. Fanno degli assaggi. Bisognerebbe andare agli ospedali di Mondovì e Ceva... ". Naturalmente ti hanno insegnato ad essere disponibile sul lavoro e rispondi di si. 

Così il giorno dopo uno va a lavorare già psicologicamente pronto. Ma mai abbastanza pronto.

Prendo il mio amico Vito e parto. Arrivare a Mondovì non è un problema, a parte i 60 km di strada con il sole basso e accecante in faccia. Gli occhiali da sole e il coso che si abbassa in auto per ripararti dai raggi, non sono abbastanza. 

Arrivo a Mondovì e l'ospedale è ben segnalato. Un complesso nuovo e fighissimo. Un gioiellino dell'architettura post moderna. Di quelli che hanno un buco in centro e i vari piani che si affacciano su 'sto buco. Guardandolo dal basso il soffitto sembra altissimo, mentre se sei sui piani alzi il braccio e lo puoi toccare. Così, cammini con la testa abbassata, per paura di sbattere contro un neon. 

Seguo il cartello "entrata fornitori". Arrivo in un parcheggio nel bel mezzo del nulla. Non un ingresso, non un magazzino, non un cartello "scarico merci". 

Chiedo all'operaio catarinfrangente. Lo disturbo mentre sta lavorando appoggiato alla ringhiera con le mani incrociate. Non sa rispondere. 

Scorgo un tizio che sembra un vigilantes perché ha un giubbotto bombato e delle etichette in stoffa attaccate sopra all'indumento. Il signore gentilmente mi accompagna fino alle cucine,  che sono al termine di una serie di corridoi che girano prima a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra. Avrei dovuto portarmi il formaggio dietro e seminarlo come Pollicino, per   ritrovare la strada. 

Il signore gentile mi abbandona, busso alle porte della cucina, ma nessuno mi apre. Allora chiedo alle signore delle pulizie ammassate in una stanzetta dall'altra parte del corridoio. Le tizie in malo modo mi rispondono che non sanno nulla. Tra le righe c'erano le parole "che cazzo ne sappiamo. Non rompere". Mi si avvicina un signore, che mi accompagna fino alla sala mensa, dicendomi che forse li avrei trovato qualcuno. 

Morale della favola: se sei una donna, non chiedere mai indicazioni ad altre donne. Chiedi agli uomini, che sono gentili e ti accompagnano. 

Imparando dalle favole, mi sono solo più rivolta agli uomini. Arrivata in sala mensa, trovo due tizi che mi dicono che i signori delle cucine arrivano con il cibo già pronto, quindi lo preparano da un'altra parte. Per sicurezza mi indicano il modo per arrivare alla reception dove sicuramente avrebbero saputo darmi una risposta. 

La signorina della reception che deve essere gentile per mestiere, fa un paio di telefonate e mi dice: "le cucine sono a Mondovì Piazza, nel vecchio ospedale". Mi spiega la strada per arrivarci e mi spiega la strada per uscire dall'ospedale: "Segua le indicazioni per il pronto soccorso!".  Al terzo bivio ho rischiato di ritrovarmi in una sala operatoria. Gentilmente mi accompagnano all'uscita, seguita da un calcio in culo. Era una donna. 

Esco dall'ospedale. Seguo le indicazioni ed arrivo al semaforo. Dovevo girare a destra o a sinistra? Dopo il semaforo avrei dovuto seguire i cartelli stradali. Giro a destra. Finisco in mezzo alla campagna. Nessuno cartello che mi indicasse la via. Mi sa che dovevo svoltare a sinistra. 

Ritorno indietro, cercando di fare manovra con Vito in una stradina di campagna... Finalmente trovo un cortile, entro in questa casa privata faccio inversione ad U tirando il freno a mano e trono indietro. 

Chiedo ad un vecchietto che mi dice: "vada dritto, alla seconda rotonda giri a destra. Li ci sono le indicazioni per Mondovì Piazza". 

Seguo le indicazioni del nonnino e dopo la seconda rotonda trovo le indicazione per l'ospedale. Mi dico: sarà l'ospedale vecchio di Piazza. Le seguo. Non mi ritrovo di nuovo al punto di partenza????

A 'sto punto i coglioni cominciano a girarmi. Scusatemi il termine "girarmi". Ritorno indietro e ripercorro la strada indicatami dal vecchietto. Nessun cartello con scritto "piazza". Richiedo informazioni e mi indicano un'altra strada. 

Finalmente 'sti benedetti cartelli che mi indicano la via. Peccato che comincio ad inerpicarmi su per le stradine medioevali concepite per i muli ed i carretti e non per il mio Vito.  Strade a senso unico, stette e divieti vari tra cui enormi "sensi vietati". Non so perché, nel medioevo, non abbiano mai pensato a fare strade a doppio senso di marcia. Arrivo su una Piazza, davanti ad una chiesa. Vicolo cieco. L'unica via di fuga un'enorme scalinata. 

'Ndò cazzo sta 'sto ospedale vecchio??? a detta di una signora quasi asfaltata sul ciottolato me lo sarei dovuta trovare di fronte appena arrivata in cima alla strada. 

Una piazza,  un'enorme scalinata, una chiesa, due nonnini. 

Chiedo ai nonnini. 
I due nonnini cominciano a disquisire su quale fosse la strada migliore da indicarmi. Come se stessero discutendo di politica, uno comincia a perorare la tesi che era più facile per me tornare indietro (ricordatevi della strada medioevale stretta e ripida) perché l'ospedale si trovava in fondo alla strada. "Ci è passata davanti signorina, non lo ha visto?".
L'altro signore invece non era d'accordo: "è senso vietato a scendere!". "Ma se le facciamo fare il giro lungo, la signorina si perde di nuovo! Poi ho già visto scendere almeno 5 auto". Giustamente. "Senta signorina, mi ascolti. Torni indietro lentamente, faccia attenzione perché è senso vietato. Se va a bocciare ha poi torto marcio. L'ospedale è infondo alla strada, tenendo la sinistra". 

Cosa faccio io? Se sono scese 5 auto contro mano, io faccio la sesta. Appena faccio per imboccare la strettoia, una enorme BMW nel senso giusto mi blocca la strada. Dietro di lei altre 6 auto. Faccio retromarcia,  dicendo parolacce in turco, armeno, austrogoto: "dkhoesms dieksejro eownewoerjo!!!!!!". 

Vedo spuntare i miei due nonnini che con spirito impavido e coraggio da leoni, vanno fino alla strettoia. Fanno passare le auto e da bravi vigili mi indicano la via libera. Parto in sgommata e mi ficco in contromano giù per la strada. 

Arrivo in un piazzale. Un edificio abbandonato. Le porte sprangate. Ma dove saranno le cucine? Faccio il giro perimetrale, a piedi. Non un segno di vita. Ci mancava l'uomo con la motosega che mi arrivava alle spalle ed avrei concluso la giornata in bellezza. 

"dksejoeio dsieorneo doiseoaeoa!!!". Decido di telefonare al mio capo: "kdoseneo eiowehr ewoeiwoei!!! 'sto ospedale non esiste, non si trova! torno indietro con i formaggi!!! diseonfeo ieruoeureh eudeoeoeo!!!".  Chiudo la conversazione, mentre l'altro balbetta un: "se se li, continua a cercare..."  

Prendo il furgone, faccio per tornare indietro e guardalo lì, come un'oasi nel deserto! Un vecchio palazzone dell' 800. Chiedo ad una signora che mi dice che le cucine sono infondo al cortile. 

Appena vedo il cuoco: apro il furgone, scarico le tume e vaffanculo! 

Riparto in sgommata con i nervi a fior di pelle. 

Comunque una cosa ho imparato, i nonnini sono meglio del ton ton. E per la cronaca, il furgone è tornato integro a casa. 








martedì 30 novembre 2010

Stanco della solita routine?
















Ci sono giornate nelle quali ti svegli convinto che siano giornate tranquille, di quelle dove non può accadere nulla di nulla. Nessun incontro con l'amante, nessun incontro con il tuo migliore amico,  nessuna vincita  al super enalotto, nessun stravolgimento particolare insomma una giornatina  dove la normale routine e la noia la faranno da padrona. Ti alzi, vai a lavoro  e svolgi le tue funzioni come una macchinetta programmata.
Quella mattina sei in auto, mentre canti una canzone dei Negramaro e ti telefonano. Nella tua convinzione che sarà una giornata tranquilla, lo squillo del cellulare è già un fuori programma, un'anomalia nella procedura. 
Rispondi,  mentre sei al volante. Un'altra anomalia sarebbe incontrare i Carabinieri lungo la strada, ma non sono contemplati nell'elenco delle cose che stravolgeranno la tua giornatina tranquilla.
Dall'altro capo del telefono ti chiedono di andare ad una riunione sulla "prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro". Politici, tecnici e funzionari pubblici ti aspettano per menartela due ore. 
Entri nella sala riunioni della provincia. Nessuno ti caga se non la ragazza addetta alla reception.
Dai i tuoi dati ed appena dici l'azienda per la quale lavori, si avvicina il direttore dell'evento che aveva telefonato al tuo capo per invitarlo caldamente a fare numero tra le file degli auditori e rivolgendoti un sorriso tirato constata che il tuo capo ha caldamente invitato te ad andare a fare numero. 
Sei ancora convinto che la tua giornata sarà noiosissima e lo deduci dal tizio che dietro di te si è addormenato e non si preoccupa di evitare di russare sonoramente. Almeno tiene sveglio te che eviterai di russare a tua volta. Ascolti due minuti i soliti discorsi in politichese e la tua mente comincia a vagare, finchè il cellulare che hai dimenticato di mettere in modalità silenziosa comincia a suonare la trasformazione di Sailor Uranus, Pluto e Neptune.Tutti gli occhi sono puntati su di te. Tu fai finta di niente e fischiettando esci dalla sala riunioni. Dall'altra parte del telefono la tua collega disperata ti riferisce che hanno telefonato chiedendo la compilazione di certi documenti entro l'una. Sono le 11.20.  Non ti sono arrivati via mail due giorni fa? Ti fossero arrivati via mail due giorni prima, molto probabilmente, avresti già inviato la documentazione.

Senti una certa irritazione ed allora rispondi male alla collega dicendole che sei a km di distanza e che certo, quei documenti non li puoi compilare. Questa ti dice che non è capace, non lo ha mai fatto. Sarai mica scema? le fai notare. Ma ti rendi conto che si, è scema.
Giri di telefonate, mail con i documenti che continuano a non arrivare. E' mezzogiorno. Abbandoni la conferenza sugli infortuni sul lavoro e ti lanci con la tua auto sulle strade. Chissà se queste cose sono contemplate nella prassi sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro.
Vai da uno che conosci. E' sulla strada. Gli chiedi di prestarti il computer ed il permesso di utilizzare internet. I documenti arrivano alle 12.40. Cominci a lavorare a distanza, modificando i moduli, chiedendo dati via telefono e sclerando perchè dall'altra parte non sono veloci abbastanza.
Mal di testa, irritazione, sclero, voglia di uccidere.... questo è quello che provi.Finalmente, alle 13.15 consegli il materiale alla tua collega che deve solo farlo firmare.
Le telefoni per chiederle se tutto è ok. Lei ti risponde che lei doveva andare a preparare pranzo al figlio, così ha chiesto se poteva inviare i documenti alle 14.30 e le hanno risposto affermativamente.
Ti sei sbattuto come un cretino e scopri che potevi andare tranquillamente in ufficio, compilare i moduli ed inviarli.
Corri in ufficio e ti occupi del tutto. Chi voleva i documenti ti fa sapere che vogliono gli originali, quindi devi correre a portarglieli, perchè loro devono portarli entro le 17 da un'altra parte.
Corri a portarglieli.
Mancano dei dati. La tua collega non ti ha detto che glieli abbiamo chiesti? NO, non me lo ha detto. Telefoni alla collega e fai notare la cosa. Quindi? Ti senti rispondere che ha controllato, ma sui documenti inviati, non era precisato dove inserire quei dati. Ma se te hanno chiesto di inviarglieli a parte!!!  Le dici di telefonare al commercialista e di farseli dare.Che si sbatta anche un po' lei...

I documenti sono stati consegnati, sono le 17.30. Vorresti andare a casa, ma no. Devi andare nel punto vendita della tua azienda ad aiutare la commessa rimasta sola e devi stare li  fino all'orario di chiusura. 
Alle otto di sera arrivi finalmente a casa, con una gran voglia di commettere un omicidio un gran mal di testa ed il desiderio che il giorno dopo sia una noiosissima giornata  dalla solita routine. 


giovedì 4 novembre 2010

La notte delle streghe















Un mio amico che organizza spettacoli teatrali mi ha chiesto se avevo voglia di partecipare ad una manifestazione come attrice. 

La suddetta manifestazione consisteva in un itinerario dell'orrore, dove le persone avrebbero fatto un percorso disseminato di fantasmi, mostri, vampiri, non morti e quant'altro avesse fatto paura. Naturalmente interpretati da attori di una compagnia seria di teatro. 

Io entusiasta ho accettato.
"Cosa dovrei fare?"
"la morta!". 

Tutti i più grandi attori hanno cominciato interpretando almeno una volta nella vita il morto....

Comunque, fare il morto non è facile. Devi stare fermo, non respirare e soprattutto, non ridere.

Con professionalità ho interpretato il ruolo. Dovevo stare tra le braccia di un attore. Lui diceva la sua parte e quando arrivava al punto io saltavo su all'improvviso cacciando un urlo terribile. 

E' stato molto divertente spaventare la gente. Ci sono riuscita perfettamente.
Ma la cosa più gratificante è stata quando mi è stato detto: "avrai sicuramente un futuro come morta!".  


giovedì 9 settembre 2010

Autocelebrazione













Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! Tanti auguri a me! 

E la torta  sempre a me!

Si è capito che oggi è il mio compleanno? :-)

giovedì 2 settembre 2010

Canta che ti passa...

















Se avessi la lampada di Aladino, uno dei desideri che esprimerei, sarebbe quello di saper cantare.
Chissà se la frase precedente ha una costruzione grammaticale corretta... Ho sempre avuto difficoltà ad usare tempi verbali che non fossero o che non siano il presente, l'imperfetto e il futuro prossimo venturo.

Ritornando alla lampada di Aladino, se ce l'avessi tra le mani, esprimerei questo desiderio: "voglio essere la più brava cantante del mondo!". Oltre a desiderare di saper utilizzare nel modo giusto i verbi, ma questa è un'altra storia.  

Trovo figo quando una persona riesce a raggiungere con la voce tonalità altissime e timbri dai mille colori. Come urlare senza nessuna sbavatura. 
Ho sempre immaginato che il canto debba essere come la brezza fresca in primavera che accarezza le foglie degli alberi e trasporta il profumo dei fiori.

Cavolicchio che espressione romantica! A rileggerla mi si cariano i denti. Eppure, rende l'idea. 

Ho sempre sognato sedurre gli uomini con la voce. Cantare alla luce di un falò e lanciare sguardi ammiccanti. 

Ma ahimè, se mi metto a cantare la voce mi muore in gola tanto da sembrare una gallina strozzata. Io e le cornacchie potremmo fare a gara per chi emette il suono più sgradevole. 

Gli unici posti in cui potevo cantare erano sotto la doccia e nell'abitacolo della mia auto. Ma da un pò di tempo la doccia, quando mi vede arrivare, entra in sciopero e protesta  gettando solo acqua fredda. Finché è estate va bene, ma d'inverno la cosa potrebbe diventare un problema per i miei reumatismi.

Una volta cantavo in auto, ma la mia auto per non sentirmi più cantare ha mandato fuori fase l'autoradio. Potrei cantare senza l'ausilio dell'autoradio, ma ho paura delle ritorsioni che il mio veicolo potrebbe ritorcere contro la mia persona. 

Una volta ho cantato i Negramaro in un locale dove c'era il karaoke. Ho cantato con l'aiuto di due Mojitos e un caipiroska. Il locale si è svuotato nella stessa maniera che un luogo si svuota dopo che si è creato il panico   da pacco bomba. Il ragazzo del karaoke ha tentato il suicidio sfondando la vetrata durante la fuga, mentre alcune persone sono rimaste calpestate nel fuggi fuggi generale. 

Il padrone del locale mi ha impedito l'accesso finché campo. Ho una diffida dal tribunale. Se mi baccano a meno di 200 m dal pub, rischio di essere sbattuta in galera. 
Non oso pensare cosa potrebbero farmi le altre carcerate se iniziassi ad intonare We are young di Mika nella solitudine della mia cella.

Fatto sta che il mio sogno di sedurre gli uomini come Ulisse fu sedotto dal canto delle sirene, non si realizzerà mai. Per fortuna ho le tette grosse. 


mercoledì 4 agosto 2010

Glielo avevo detto, io....
















Quando torno a casa dal lavoro, uscendo dal cortile aziendale, trovo sempre un cane che mi corre incontro per salutarmi.

Allegro e gioioso mi saluta saltellando di qua e di la ed abbaiando mi dice: "ciao ne, ci vediamo domani!". Altre volte mi chiede un biscottino, altre volte una carezza. 

Ogni giorno, sempre la stessa storia. Io esco dal cortile e lui mi corre dietro, davanti, di lato, di sotto. 

Io con lui sono schiva, ma lui ormai mi si è affezionato. 

Il problema è che tra me e lui c'è la mia auto. 

Cerco sempre di evitarlo, non vorrei fargli mai del male. 

Rallento, lo faccio passare. Ma il cagnolino continua ad abbaiare e a scodinzolare, facendo lo slalom tra le ruote motrici 4x4 della mia super Toyota Aygo. 

A volte devo stare ferma ed aspettare che lui si tolga da sotto le ruote. Altre volte se lui è in ritardo, schizzo via con la mia auto, ma scrutando dallo specchietto retrovisore, mi accorgo che mi corre dietro finché stanco di mangiare la mia polvere, torna indietro con la coda tra le gambe (letteralmente). 

Il nostro è un rapporto così: più io lo evito e più lui mi ama. 

Oggi, uscendo dal lavoro, non lo vedo.  Strano, mi dico.
Faccio un passo e sento un guaito straziante. 
Mi immobilizzo, mi giro ed il cane e li che schizza via leccandosi una zampa. 

Mi ha guardata in cagnesco. Ma io glielo avevo detto di smettere di zigzagare tra le mie ruote. 
Ora sono curiosa di vedere se domani ci riproverà. 





giovedì 27 maggio 2010

Scoordinata!













Dopo l'acqua gym, ho deciso di iscrivermi in palestra.

Ho iniziato a fare un corso di tonificazione, misto ad aerobica, misto a danza.
Non avendo mai fatto un corso del genere, non avevo idea di cosa aspettarmi.
Entro nella sala fitness, mi guardo in giro. Tutte donne abbastanza giovani. 
Arriva l'insegnante molto energica, attacca la musica ed urla: "si va!!! Pronte a starmi dietro? Bravissime!".

Un momento: cosa cavolo devo fare?

La tipa inizia gli esercizi e tutte la seguono in modo coordinato. 
Tra un "marcia", "guarda me", "andiamo insieme", "in", "es", "c'è una sorpresa per voi", cerco di seguire anche io i movimenti, ma mi accorgo che mentre tutte andavano a destra, io andavo a sinistra. Mentre tutte alzavano prima la gamba sinistra e poi la destra, io il contrario. 

Di tutti i passi non ne ho azzeccato uno.

L'insegnante mi si avvicina e mi chiede: "tutto bene? Un po' spaventata?". Rispondo: "No, solo scoordinata!".

Vedendomi dall'esterno, avrebbero visto un gruppo di donne fare gli stessi movimenti, mentre una sola fare esattamente il contrario.

Un po' come un genitore che guarda i bimbi dell'asilo giocare tutti insieme nel cortile e tra questi cerca il proprio figlio. Guardandosi in giro, scopre che questo è l'unico che mette le mani nel fango e se lo spalma in faccia. 

Si sentirebbe avvilito, non credete?

Ecco come mi sono sentita a fine lezione. 



mercoledì 19 maggio 2010

Cattivi pensieri















In questi giorni è riaffiorato nella mia mente un ricordo risalente a circa... ehm... 29-15=, allora 9-5=4, 2-1=1... quindi, risalente a 14 anni fa. 
Cazzo, tutto quello? E pensare che credevo di essere praticamente coetanea delle sedicenni di oggi. 
Comunque, 29 anni non li ho ancora compiuti. Se questo mi può consolare.

Tornando al ricordo riaffiorato in questi giorni, ve lo illustro: avevo appunto 15 anni. Stavo lavorando, nella stagione estiva, in un magazzino di cernita frutta. Ero una ragazzina brufolosa e cicciottella. Non tanto cicciottella, solo un pò gonfia. Con le sopracciglia spesse e i capelli arruffati. Mica come la Quattrociocche in "Scusa se ti chiamo amore". 

Insomma, ero una ragazzina repressa e bruttina.... Ma, torniamo al ricordo riaffiorato in questi giorni. Dicevo che facevo la stagione estiva a cernire pesche. Un lavoro molto noioso. Io passavo il tempo a chiacchierare con donnoni di ogni età, represse e disilluse dalla vita. Erano più le parole che uscivano dalla mia lingua che le le pesche che mettevo nelle cassette. 

La padrona accortasi della velocità con cui lavoravo o meglio chiacchieravo, si fiondava silenziosamente alle mie spalle, ascoltava quello che dicevo per un minuto e con voce arcigna esclamava: "muovi le mani, invece della lingua!". Ma avevo 15 anni. Praticamente una bambina. 

Capendo di essere al lavoro piuttosto che tra i banchi di scuola, ho cominciato a lavorare seriamente. La padrona mi aveva ormai preso di mira e non perdeva occasione di puntare il dito su di me ad ogni minimo errore. Mi aveva dichiarato guerra o molto semplicemente ero la sua pallina antistress. Quella che si schiaccia per scaricare i nervi. 

Lo confesso. La odiavo con tutta me stessa. Le auguravo tutto il male del mondo. Avrei voluto metterle le mani al collo e strozzarla. 

L'ultimo giorno di lavoro quando mancava mezz'ora alla libertà,  un urlo squarcia le pareti del magazzino. Tutto si fa silenzio, le macchine si fermano. Le donnone si guardano a vicenda con aria interrogativa. Si sussurra: "cosa sarà successo?". "Non so". "Andiamo a vedere". Urla di sgomento e orrore si fanno largo e finalmente scopriamo cosa è accaduto. La stronza, la padrona arcigna, era stata sbattuta da un muletto contro un macchinario. Si era fatta parecchio male.

La strega si era fiondata silenziosamente alle spalle del carrellista, gli ha fatto: "buh!!", questo si è spaventato e le ha fatto involontariamente male. 
Tra lo sgomento di tutti, lo ammetto, mi veniva da ridere. Tutte le caghette che le avevo mandato avevano finalmente centrato il segno. Avevo avuto la mia vendetta.

Nella confusione, io ed un'altra ragazzina ce la siamo svignata. Tanto l'orario di lavoro si era ormai concluso.
Non ho mai riso tanto come quel giorno. 

Adesso c'è una persona che vorrei che qualcuno prendesse e la sbattesse in un tritarifiuti. Chissà se le mie caghette faranno nuovamente centro. 

Hihihihihihi (risata sadica in crescendo con musica drammatica di sottofondo).

sabato 24 aprile 2010

Aspettative disattese
















Dopo tre giorni nei quali l'ho ignorata, ho finalmente aperto la mia posta elettronica. 30 mail non lette. Mi sono detta: "wow, chissà chi mi ha scritto!".

Magari l'amante segreto. 
Magari un ammiratore segreto.
Magari una vecchia amica che organizza una rimpatriata.
Magari qualcuno che mi convoca per un colloquio di lavoro. 
Magari qualcuno che vuole invitarmi ad una festa. 
Magari qualcuno che semplicemente mi pensava.
Magari un'amica che mi propone una bella catena di sant'Antonio tipo: invia questa mail a 15 persone a cui vuoi bene, se te ne tornano indietro almeno 5, beh ringrazia che 1/3 ti vuole bene. Poteva tornartene indietro manco una. 

Con trepidazione clicco su posta in arrivo è questo è l'elenco che mi appare:

- incontri.it hai 7 persone che chiedono di te (capperi, sono popolare! e se fossi iscritta, quanti chiederebbero di me???).
-Cash club, ti regala mille euro (li hanno da buttare via?).
- Natasha si sente sola, vuole parlare con te (oh poverina! siamo in due a sentirci sole... così non siamo solo noi a sentirci soli, quindi significa che siamo in compagnia nel sentirci soli, quindi non siamo soli!!!)
- un' offerta al giorno oggi ti regala un taglia unghie (sempre utile)
- Viaggi.org ti manda alle Canarie a soli 100 euri (meglio che essere mandata a cagare)
-Vinci straordinari premi dando la tua opinione (andate a quel paese! magari alle Canarie... cosa ho vinto?)
-Max ti chiede di visitare il suo profilo (mmmhh... quasi, quasi)
-Assicurazioni. it, scopri come risparmiare sulla polizza vita (scusate se mi tocco...)
-Vinci un campione gratuito di "chiave per la giovinezza" (mi avete dato della vecchia?!)
- perdi peso ti regala un anno di palestra (mi avete dato della cicciona?)
-al femminile.com, scopri con il test "gelosia in amore", quanto sei gelosa (ahhhhhhhh, questo lo faccio!!!)
-sesso.viagra scopri i piaceri di nuove posizioni (ma con questa posizione mi rompo l'osso del collo.... sono mica un'acrobata?)
-Pinco Pallino (toh, il mio ex)... ti prego, torna con me! (sposta in spam!!!)


lunedì 19 aprile 2010

Se bella vuoi apparire....

















C'è un proverbio che dice: se bella vuoi apparire, un po' devi soffrire.
Un po'....

Ieri c'era una bella giornata. Cosa facciamo? Cosa non facciamo? ma si, cambiamo aria. Allora si va al mare.

Desiderosa di indossare la gonna in modo da sembrare ogni tanto una femmina, mi pongo il problema delle scarpe da abbinare. In realtà non me lo pongo. Sotto l'abito variopinto indosso un paio di scarpe da tennis bianche che hanno una particolarità: sono comode. 
Trulla faccio per montare in auto, ma mi fanno gentilmente notare: "con quelle scarpe fai ridere!". 

Cosa faccio? 
Cambio vestito?
Metto un paio di jeans?
No, cambio le scarpe. 
Così indosso un paio di zeppolone nere che tanto si intonano con l'abbigliamento. 

Facciamo una passeggiata al castello di Savona e tutto fila liscio finché non si decide di fare a piedi tutto il litorale ligure. In barba alla scomodità delle scarpe, non faccio opposizione alla proposta.

Dopo un lungo tragitto, dimostrando indifferenza chiedo se cortesemente ci possiamo sedere ad ammirare il panorama. In realtà i piedi mi bruciavano e chiedevano la libertà. Tentata di camminare scalza, ho accantonato l'idea quando ho notato il lastricato del marciapiede. Morire colpita da tetano o morire di dolore? La scelta era difficile. 

Sempre fingendo indifferenza, mi sfilo le zeppolone e mi massaggio i piedi. "Continuiamo?".
Finita l'ora d'aria per gli arti inferiori, continuo la passeggiata. Il dolore è ancora più atroce e stavolta i piedi non solo bruciano, ma si incendiano. Inoltre, rischiavo di spezzarmi una caviglia ad ogni passo.
Ma come diavolo fanno quelle che vanno in giro con il tacco a punta alto 30cm? O sono dei geni dell'equilibrio o sono votate al sacrificio.

Un sorriso forzato cercava di nascondere una smorfia di dolore.
Insomma, non volevo mica fare la parte di quella che si lamenta sempre e così continuo la passeggiata. Ma   senza quasi accorgermene, le parole mi escono da sole.  

"Per favore, andiamo in auto. Ho un male cane, non ce la faccio più. Per favore, per favore, per favore!!!".

Non capisco perché non esistano scarpe comode. Sono scarpe, quindi devono essere messe ai piedi, quindi si presume che una persona ci debba camminare dentro. No? 
Allora perché capperi fanno scarpe tanto belle a vedersi ma in realtà sono un'arma impropria?

Sognando un paio di ciabatte come dell'acqua nel deserto, finalmente saliamo in macchina. Ultimi dolorosi passi, camminando su carboni ardenti ed acuminati, mi tolgo le zeppolone e le getto dal finestrino. Dopo la sofferenza di ieri, non mi importa sembrare bella, slanciando il mio corpo con scarpe alte,  piuttosto che mi ridano dietro ma non toglierò mai più le scarpe da ginnastica. 




mercoledì 10 marzo 2010

Bocca chiusa
















Ieri ho subito un dolorissimo, paurosissimo, angosciantissimo intervento chirurgico. Mi hanno estratto il dente del giudizio.

Ora eviterò di fare le classiche battute sul poco giudizio che possedevo e che ora non ho più. Perchè sono, appunto, battute scontate. E non risponderò alle domande del tipo: "perchè avevi del giudizio?!", anche quella è scontata. Certo che non ne ho mai avuto.

Ritornando a ieri, dopo aver subito questo dolorissimo, paurosissimo, angosciantissimo intervento chirurgico, non sono più in grado di aprire bocca. Ho le labbra gonfie, le gengive doloranti e i punti al posto del dente.

A causa di tutto ciò, non posso più intrattenere i miei interlocutori con interessanti discorsi del tipo:


  • "sai che il Grande Fratello è stato vinto da Ferdi. No, scusa. Lui ha vinto il Grande Fratello 8. O era il 9? Ma quest'anno che edizione era? No, perchè non ricordo".

  • "Ieri ho mangiato i fagioli. Ho passato tutto il pomeriggio al gabinetto. I fagioli sono l'ideale per chi soffre di stitichezza".

  • "Lo sapevi che durante il periodo mestruale è normale avere voglia di alimenti dolci?".

  • "Ho scoperto che la figlia dello zio dell'amica della madre della compagna di classe del figlio di mio cugino Antonio è stata messa incinta da Michele. Come non sai chi è Michele? è il figlio del direttore della fabbrica dove ci lavora Stefano, il figlio dello zio del fratello di mia madre. Bravo, proprio lui, il nostro vicino di casa".

  • "Le elezioni regionali del 2010 si terranno domenica 28 e lunedì 29 marzo. La consultazione interesserà tredici regioni a statuto ordinario: i cittadini saranno chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio Regionale e, contestualmente, il Presidente di Regione. Nella stessa data, si terrà inoltre una tornata di elezioni amministrative in diverse aree del Paese".
Senza aprire bocca non posso più mangiare. Ogni volta che mastico, vedo le stelle. Credo che presto morirò di fame. Sulla mia tomba non voglio fiori, ma tanti cioccolatini alla nocciola che non potrò mangiare mai più. Non potrò più ingozzarmi di nutella durante il periodo mestruale. E dire che è normale avere voglia di cose dolci. Come farò senza la nutella? senza i biscottini con le gocce di cioccolato? senza la cioccolata calda con la panna? senza la panna? Mi sa che mi toccherà tranquillizzare i mei ormoni usando della violenza contro il primo che passa e urlare senza nessun motivo contro il vicino di casa per poi piangere in maniena convulsa e senza ritegno.

Senza aprire bocca non potrò più baciare il mio principe azzurro. Per questo motivo prima dell'estrazione del dente, ho baciato un rospo sperando di trasformarlo nel mio principe azzurro. L'unica cosa che ho ottenuto e vederlo trasformare in Emanuele Filiberto di Savoia e vederlo arrivare secondo al festival della canzone italiana.

Per questo motivo sono fuggita dal dentista e l'ho pregato di chiudermi la bocca.  

    lunedì 1 marzo 2010

    Sopportazione















    Avete presente quel film dal titolo "un giorno di ordinaria follia?" .

    Non vi capitano mai quei giorni dove avreste voglia di prendere il primo che passa e tirargli il collo?

    Devo dire che era da un pò di tempo che non provavo questa sensazione, ma è un pò di giorni che non riesco a sopportare nessuno, proprio perchè sono costretta a sopportare tutti.

    Mi spiego meglio.

    Nel mio lavoro devo fare anche la commessa nei week end. A volte si presentano clienti assurdi, dalle richieste assurde e dagli attegiamenti assurdi. L'istinto ti dice: "corcalo", la ragione ti dice: "sopportalo".

    Sopportare.

    Il significato di questa parola la dice lunga:  1 REGGERE, SOSTENERE SU DI SÉ. 2 SOSTENERE UN DISAGIO, UN ONERE E SIM. 3 SOFFRIRE, PATIRE. 4 RESISTERE A SITUAZIONI PIÙ O MENO DISAGEVOLI SENZA RISENTIRNE
    TOLLERARE: NON SOPPORTO LE PERSONE MALEDUCATE.
     
    Ad esempio in questo momento mi sta irritando la mia collega  perchè dice, con la sua vocina affetta perennemente da raucedine e interrota regolarmente da tosse catarrosa, di volersi recare in banca. Invece continua a girare intorno, tossicchiando e scatarrando,  impedendomi di elaborare di nascosto questo post in maniera tranquilla e lineare.  Così sono costretta a scriverlo a rate e a rileggerlo tutte le volte da capo. 
    E' ancora qui?! Ma quando se ne va?
     
    Ieri, in negozio, si è presentata una signora che urlava continuamente al figlio che a sua volta urlava di più.  "Non toccare nulla senza chiedere il permessooooo!!!!"
    "Io toccooooooooo! io lo voglioooooo! io lo prendo lo stessoooooooooooooooo!"
    "stai fermoooooo!"
    Sciaff, sciaff. Pianto ininterrotto e urla da cornacchia in calore.
    Questa discussione e pianto fatti superando i decibel di tolleranza delle orecchie.
     
    Cosa devo dire? Ho le mani legate. Anche se nel profondo del mio cuore avrei preso il bambino è l'avrei inserito nel trita carne per poi servilo come salsiccia di qualità. Per non parlare della madre. Con la mole di grasso che si portava dientro, avrei potuto appenderla a testa in giù nella cella frigorifera è farci i prosciutti per un anno intero. Invece sorridi e fischietti facendo finta di nulla.
     
    Nel frattempo la mia collega è finalmente andata in banca.
     
    Sempre ieri, una signora mi chiede un formaggio domandandomi: "è buono?", "certo", "è sicura? perchè se poi non lo mangio e non è buono....".
    Perchè? perchè non posso rispondere ad un'affermazione del genere con un: "aspetti che assaggio il formaggio!". Farlo e poi incartare il prodotto con tanto di morso e consegnarlo asserendo: "molto buono, un tantino piccante, ma buono! sono certa che le piacerà!".
     
    Per non parlare di quando venerdi sono stata alla motorizzazione civile e ho dovuto schivare gli addetti ai lavori. Questi non si preoccupavano minimamente di guardare mentre attraversavano il piazzale, ignorando di essere in un luogo pieno di auto in movimento.
    Come quando si fa manovra in un posto stretto e la gente, invece di aspettare che tu finisca, si infilano alle spalle dell' auto facendoti inchiodare.
    Questa gente sarebbe da buttare giù come birilli, mentre con i tergicristalli pulisci il lunotto dagli schizzi di sangue. Una volta fatti crollare tutti, uscire dall'auto urlando: "strike! strike! strike!".
     
    Potrei fare un milione di altri esempi, ma mi sto irritando al solo pensarci.
     
    E' tornata la mia collega. Sta scatarrando. Adesso la uccido. Basta.
     
     
     
     
     

    giovedì 18 febbraio 2010

    Ritorno alle elementari















     
    L'altra sera mia sorella che frequenta la terza elementare, mi ha chiesto di aiutarla con i compiti di lingua italiana.

    Doveva inventare una leggenda sul perchè alcuni animali dormono di giorno e cacciano di notte.

    Spremendo le meningi le ho tirato fuori la seguente leggenda, dettandogliela:

    Il re dei gufi un giorno decise di andare a prendere il sole sulla spiaggia. Si addormentò e non si svegliò più perchè nel frattempo si era arrostito come un pollo. Un cacciatore che passava di li, lo vide ed esclamò: "che fortuna! un gufo già arrostito, lo porterò a casa". Così quella sera lo mangiò con tutta la sua famiglia. Da quel giorno, il popolo dei gufi, decise che non avrebbe più visto la luce del sole e cominciò a dormire di giorno e a cacciare di notte.
    La maestra di mia sorella le ha messo questo giudizio: bellissima e simpaticissa la tua storia.

    Mi sono commossa. Ho preso un bel voto. Peccato che la maestra mi abbia corretto le virgole...

    mercoledì 10 febbraio 2010

    Quando si mette giudizio













    Non pensavo di arrivare a 28 anni per mettere giudizio.
    Non pensavo facesse così male mettere giudizio.

    Nella mia lunga carriera di mangiatrice accanita di nutella, biscotti e dolciumi vari non ho mai avuto bisogno di andare dal dentista. Mai una carie, mai un mal di denti. Mai mai mai...

    Ora che ci penso, sono stata dal dentista da piccolina perchè mi erano cresciuti due denti uno sopra l'altro. In realtà quello già esistente non se la sentiva di cadere e il nascituro si era rotto le palle di aspettarlo e così ha deciso di spuntare ugualmente. Fu così che ho dovuto aiutare il primo dente a fare spazio al secondo. Nella vita bisogna fare scelte dolorose e così mi recai dal succhia soldi, il dentista.

    Giovedì notte è stata la notte più lunga della mia vita. Non sono riuscita a dormire un minuto.
    Il dolore era acuto e lancinante, come se qualcuno continuasse a martellarti il dente senza stancarsi mai.

    Non riuscendo a chiudere occhio, il mio problema era: come passare il tempo?

    Andare su internet e navigare tutta la notte? non ho il computer a casa. O meglio, ho una connessione internet ferma all'età della pietra. Quella che appena inizia la connessione, un rumore terrificante si espande nell'etere per dieci minuti di fila. Quando la linea è connessa, giustamente per la gran fatica che ha fatto, si disconnette subito. Così ho rinunciato all'idea di guardare pornazzi su you tube o chattare con qualche maschietto pervertito in cerca di una scopata facile.

    Leggere un libro? Buona idea! peccato che in camera avessi mio fratello. Non c'è mai. Ma quel giorno è venuto a trovarci ed era venuto a trovarci anche un mio cugino dalla lontana Sicilia. Così, mio cugino stava nella camera di mio fratello e mio fratello stava in camera con me. Accendere la luce tutta la notte e non fare dormire anche lui, non mi sembrava educato. Non vi nascondo che la lettura disponibile era "cent'anni di solitudine". Tra il dolore e la voglia di spararsi, la scelta era facile.

    Comincio a girare al buio per casa, ad andare in bagno ogni dieci minuti, a bere litri d'acqua, a cercare una tachipirina. La trovo! Ne ingurgito una dose doppia, ma è come se avessi bevuto succo alla ciliegia, nessun effetto. Il dolore era sempre lì con nessuna intenzione di lasciarmi sola.

    Cosa fare? contare le pecorelle? Alla 1.999.999.999 pecora, mi sono persa. Non sono stata in grado di continuare a contare. A scuola mi avevano insegnato a conteggiare solo fino a mille e mi  sono dovuta sforza dalla 1001 in avanti. Poi, non capivo perchè gli ovini che contavo ogni volta che saltavano l'ostacolo, mi davano una martellata sui denti. Forse avrei dovuto calcolarli senza farli saltare?

    Alla fine ho trovato una soluzione. Ho acceso il mio cellulare. Ascolto la musica, mi sono detta. Non ho trovato le cuffie. Gioco ai video giochi. Sotto le coperte con il silenzioso attivato, ho finito tutti i livelli dei giochi presenti sul mio cellulare.

    Finalmente riesco a chiudere occhio. Triiiiiiiin! porca.... la sveglia!!! Mi alzo, mi guardo allo specchio ed al posto della guancia avevo un palloncino e la febbre.

    Allora sono corsa in farmacia a comprare un antidolorifico e poi dal dentista e quando l'ho visto l'ho abbracciato e baciato dicendogli: "faccia di me quello che vuole, ma mi tolga sto dente del giudizio!".  

    Ve l'ho mai detto che i succhia soldi mi piacciono un sacco?







    martedì 26 gennaio 2010

    Donna, strega
















    Essere una donna in un luogo con solo donne è come essere un pesce rosso dentro una vasca ricolma di piraña: o ti allei alle altre o soccombi.

    Dove ci sono solo femmine, la parola chiave è: guardarsi le spalle. Le donne riescono ad essere cattive, infami, spietate e persecutrici.

    Ricordo che da ragazzina lavoravo in un magazzino di cernita frutta. C'erano signore anziane che ti guardavano dall'alto in basso e ragazze giovani che ti lanciavano sguardi di sfida.

    Pensavo di trovare un'alleata in una ragazza che prendeva l'autobus con me, ma questa mi faceva battutine e raccontava cose di me che non sapevo neppure io. In più mi sbatteva le pedane sui piedi e se io non riuscivo a caricare più di una cassetta, arrivava lei che me le strappava dalle mani esclamando: "se aspetto te, faccio notte!".

    Ogni giorno era una giungla.
    Ti alzavi dal letto, caricavi la baionetta e ti preparavi alla guerra.

    Se poi c'era la presenza di un maschio in mezzo a tante donne, per quanto brutto, antipatico o puzzolente che potesse essere, tutte facevano a gara per entrare nelle sue grazie.

    Capitava che il ragazzo che ti piaceva ti portava a conoscere i suoi amici. I ragazzi ti accoglievano a braccia aperte, non lesinando aneddoti e facendo battutine come se diluviasse. Ti facevano sentire una piccola principessa.

    Una nuova arrivata attirava subito tutte le attenzioni e le ragazze preesistenti nel gruppo la odiavano subito, a prescindere. Il motivo principale di tutto ciò era che nessuno doveva permettersi di eclissarle.

    Non farai mai amicizia con le amiche del ragazzo che ti piace. Queste parleranno sempre tra di loro a bassa voce, ridacchiando allegramente facendoti pensare che ti stanno prendendo in giro e non sei tu che sei prevenuta perchè sì, ti stanno proprio prendendo in giro. "Guarda come è vestita! Dove ha trovato quella giacca? Sembra la tovaglia della domenica". "Chi l'ha pettinata? Sicuramente ha messo le dita nella presa elettrica!".

    I discorsi che faranno ad alta voce, saranno del tipo: "Caio, ti ricordi di quando siamo andati al mare la scorsa estate? avevi conosciuto una ragazza veramente figa. Svedese vero? Che fine ha fatto?". " Mio Dio Caio, ma ti ricordi di quella volta che hai baciato Tizia davanti a tutti?".
    Faranno di tutto per farti sentire un'estranea e fomenteranno la tua gelosia.

    Se dopo un paio di frequentazioni delle amiche di Caio, questo non ti chiama più, non ti preoccupare. Lui lo fa per salvarti la vita.

    Il mondo delle donne è un mondo difficile.

    L'altro giorno l'ho passato a seviziare una mia collega che dimentica sempre di segnare dei pagamenti. Domenica, mi sono divertita a prendere per il culo la nuova fiamma di un mio amico e la cosa che mi diverte di più è dare indicazioni sbagliate quando a chiedermelo è una del mio stesso sesso.

    Mi piace essere una donna quando la strega sono io.




    lunedì 18 gennaio 2010

    Usagi's list














    Ho deciso che come buoni propositi per l'anno 2010 farò la brava ragazza. Come prima cosa farò pulizia.

    Pulizia delle categorie di persone che mi fanno montare i nervi e mi fanno venire voglia di tirare loro il collo.
    Per stare bene, bisogna allontanare la negatività dalla propria vita.

    Una delle categorie che mi atterrisce è quella di Mister Magoo.
    Avete presente quei simpatici nonnetti che, una volta alla guida della propria auto si trasformano in vere macchine per la morte?

    Ti tagliano la strada, passano con il rosso, camminano sui marciapiedi, sfondano le vetrine, investono passanti, vanno ai due allora sulla provinciale rallentando il traffico.
    Una volta ho visto una tartaruga sorpassare un vecchietto alla guida di una Panda 4x4.

    Secondo me essendo ufficialmente dei pericoli pubblici, non esiterei a rinchiuderli in una casa di riposo e buttare via la chiave.
    Ai signori che rinnovano  loro  la patente,  bisognerebbe metterli al centro della strada in balia di un nonnino novantenne alterosclerotico alla guida di una Punto.

    La seconda categoria da rastrellare è quella dei bancari.

    Ogni volta che vado in banca, mi tocca attendere anche quando sono l'unica cliente presente nella sala. Faccio le mie richieste e ricevo risposte arroganti e sgarbate.
    Le code vengono allungate dal cassiere di turno che fa finta di parlare al telefono per questioni importantissime di lavoro, ma in realtà sta prenotando le prossime vacanze alle Fiji.

    Quando finalmente riesci ad arrivare alla cassa, chiedi all'impiegato dietro il bancone informazioni su conti depositi vari e ti risponde: "Questo è vantaggioso. Per tre mesi di deposito sono lo 0.44 % di interessi netti. Su tot ricavi 7.80 euro". "Grazie, li metto sotto il materasso. Rendono di più e meglio della piuma d'oca".

    L'ultima, ma non per importanza, categoria che farei volentieri a fettine sottili sottili è quella delle EX.

    A una che continua a tacchinare il proprio ex che sta con un'altra, le metterei volentieri le mani al collo e stringerei finchè gli occhi non le escono fuori dalle orbite.

    Non capisco perchè una lascia un ragazzo per motivi vari. Si mette con un altro e dopo mesi si rifà viva ricorrendo a piccoli trucchetti come cambiare il numero di telefono o rintracciarti su messenger con un nuovo indirizzo mail. Poi con aria innocente ti domanda: "hai cancellato le mie foto, come mai?" o: "se te la raccontassi un pò, scommetto che torneresti con me".

    Io non credo nell'amicizia con il propio ex.
    Sfido chiunque a sopportare che il proprio ragazzo sia amico con una con la quale è stato a letto. Con una con cui ha passato dei bei momenti insieme. Con una alla quale ha voluto bene.
    A me la cosa darebbe parecchio fastidio.

    Quando un ex torna a farsi vivo, il primo desiderio è vendicarsi. Ma una volta finito il divertimento della vendetta non capisco il perchè continuare ad avere rapporti anche se solo epistolari. Il passato è passato.

    Ritornando alla mia lista, ci sarebbero altre categorie da depennare ma se le faccio fuori tutte, alla fine mi ritroverò sola a questo mondo.

    La soluzione migliore è prendere della valeriana e fare yoga.

    "ohmmmmmmmmmmm!!!"






    lunedì 4 gennaio 2010

    La vergine diventerà ricca












    Si dice: "anno nuovo, vita nuova".

    In realtà sono triste perchè il 2009 ci ha lasciato. In una notte mentre tutti facevano festa per salutare il 2010, il 2009 si è offeso. Ha fatto gli utili meno le perdite, ha chiuso il bilancio al 31 dicembre e se ne è andato in silenzio.  Gli ero molto affezionata. Infondo era stato un bell'anno.

    Branko dice che nel 2010 la vergine farà un sacco di soldi. "Figo!" mi sono detta. Poi mi sono chiesta:"come farò a fare un sacco di soldi?".

    Molto probabilmente farò una rapina in banca. Potrei assoldare 2 o 3 napoletani o rumeni e fare il colpo del secolo.

    Forse vincerò al superenalotto. Non giocandoci mai le probabilità di vincere scendono di molto, direi del 100%.

    Magari cambierò lavoro. Diventerò una escort, la preferita di Berlusconi. Con 1000,00 € a botta, si che mi faccio un bel gruzzoletto! A 40 anni potrei andare in pensione e vivere di rendita. Altrimenti se sono troppa ingorda di denaro potrei aprire, in Italia, una filiale del Babylon.

    Un' altra possibilità di fare cassa potrebbe essere quella di sposare un riccastro. Magari lo sceicco di Dubai. Mi ci vedo, acquistata in cambio di 100 cammelli. Penso che sterei bene in un harem a ballare la danza del ventre dalla mattina alla sera, mentre cerco di fare le scarpe alle altre 50 mogli dell'emiro.

    Le possibilità di arricchirmi finiscono qui, perchè o mi trovo un terzo lavoro  o Branko dice un sacco di fesserie.

    Invece devo scoccare una freccia in favore di Paolo Fox. Nelle previsioni per il 2009 aveva detto che avrei dovuto farmi una vacanza le prime due settimane di luglio. Non ho seguito il suo consiglio e sono rimasta a lavorare. Così, la prima settimana di quel mese ho avuto un incidente stradale. Avrei dovuto ascoltarlo!

    Mi è dispiaciuto lasciare andare il 2009. Speriamo che il 2010 sia ugualmente simpatico. Se poi diventerò ricca in un modo o nell'altro, pago da bere a tutti!!!