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giovedì 30 settembre 2010

Ho letto un libro...














Ho letto un libro.
Un libro che mi pigliava un sacco. L'ho aperto e l'ho divorato con gli occhi. 

Questo libro mi è stato regalato l'anno scorso, per il mio compleanno. L'avevo messo sul comodino, in attesa di godermelo dopo aver finito di leggerne un altro. 

Arriva mia sorella che vive a 350 km di distanza. Lo trova sul mobile, lo apre e lo inizia a leggere. 
Mia sorella ritorna a 350 km di distanza. Con il libro. 

"Me lo hai preso tu il libro?", le chiedo.
"Si".
"Ma io non l'ho ancora letto!!!".
"E va beh, te lo restituisco la prossima volta che vengo su". 

E' passato un anno, mia sorella ha percorso quei 350 km di distanza almeno 3 o 4 volte, ma senza il mio libro. 

"Bello!" mi dice lei. 
"Grazie del commento, sarei proprio curiosa di leggerlo."
"E' un libro che ti piglia e non riesci a smettere di leggerlo finché non arrivi all'ultima pagina!".

Mi sa che ci si è affezionata, dimentica sempre di restituirmelo. 

Ad una mia amica, per il suo compleanno di quest'anno, le è stato regalato lo stesso libro.

"E' il libro che mi ha fregato mia sorella!" esclamo. 
Lei gentilmente mi dice: "vuoi che te lo presti?!"
"Grazie. Però, leggilo prima tu, poi me lo dai".
"Ho appena iniziato un altro libro. Tienilo, leggilo tu per prima!"

Commossa lo prendo in prestito ed inizio a leggerlo. Un libro che mi piglia un sacco, letto tutto di un fiato, fino all'ultima pagina. Persino i ringraziamenti, l'indice e la pubblicità di un altro libro. 

La mia amica ha compiuto gli anni mesi fa, glielo devo ancora restituire. Che dire, mi ci sono affezionata! 

martedì 2 marzo 2010

Pentimenti
















Capita nella vita che tra le mani si abbia un tesoro di inestimabile valore, ma non riusciamo a quantificarlo o ad apprezzarlo appieno.

Lo sfoggiamo con sufficenza, lo nascondiamo sul fondo di un cassetto, lo trattiamo con poca cura, non ci preoccupiamo di proteggerlo.

Quel tesoro sta li. Un tempo brillava e con il passare dei giorni, non preoccupandoci di curarlo e pulirlo, si è sbiadito fino a spegnersi. Un sottile strato di polvere lo ricopre, nascondendo la sua luminosità ai nostri occhi.

Arriva il momento che questo tesoro sparisce nel nulla. Per un pò non ce ne accorgiamo perchè siamo presi da noi stessi, affascinati dalla bigiotteria. Poi cominciamo a sentire che dentro di noi qualcosa ci manca.
Ci guardiamo in giro per capire cosa sia questo qualcosa.

Poi capiamo. Il tesoro, dove è finito? lo cerchiamo nel fondo del cassetto, ma lì non c'è più. Lo cerchiamo in lungo ed il largo. Come abbiamo fatto a non accorgerci della sua sparizione?
Scaviamo, ci arrampichiamo, attraversiamo luoghi impervi. Il tesoro è sparito.

Alla fine lo troviamo. Luminoso. La sua luce ci abbaglia. Sappiamo quanto vale. Era nostro ed adesso lo rivogliamo. Lo stiamo per afferare, ma scopriamo che adesso appartiene ad una terza persona. Questa ha capito fin da subito l'inestimabile valore del nostro tesoro. Si è fatta i conti, l'ha stretto tra le sue mani ed adesso non ce lo restituisce più.

Piangiamo, sbattiamo i piedi e alziamo i pugni. Nulla. Il nostro tesoro non ci appartiene più.

Se solo avessimo avuto più cura del nostro tesoro.

mercoledì 17 febbraio 2010

Epidemia










Al pari dell'influenza spagnola, dell'epidemia di colera, della febbre tifoide, della peste nera, della sars e dell'infuenza H1N1 (quest'ultima devo dire che ha decimato la popolazione mondiale quest'inverno),  in questi ultimi mesi gira una strana epidemia.

Ovunque vada, con chiunque io parli, tutti ti dicono la stessa cosa: "aspetto un bambino" o "Tizia è incinta" o "lo sapevi che la sorella di Caio aspetta?" o "Sai che divento zia?" o "la mia mamma deve comprare un bambino".

Due sono le cose: o sono aumentati i prezzi degli anticoncezionali o hanno messo i bambini in svendita al supermercato.

Anche persone che non conosco ci tengono a dare questa notizia.

La scorsa settimana sostituivo una mia collega in negozio. Una cliente mi parlava del più e del meno e poi guardandomi esclama: "sai, aspetto....".
Un altro giorno ad un ragazzo che non vedevo da una vita chiedo: "novità?" e lui: "divento papà!".

Questa epidemia che gira sembra molto contaggiosa ed infettiva. Pare colpisca solo le donne. Non ci sono notizie di  uomini che aspettano. Aspettano in coda alla posta o alla fermata dell'autobus, ma che aspettino bambini, mai sentito. Magari all'uscita delle scuola.

Mi sa che da oggi in poi girerò con una mascherina e i guanti monouso. Non si sa mai che qualcuna, starnutendo, mi possa infettare.  


lunedì 28 dicembre 2009

Malattia genetica













Da quando sono nata sono affetta da una malattia genetica molto comune ai più: la gelosia.

C'è chi presenta una patologia molto grave che sfocia nella gelosia possessiva/aggressiva, c'è chi presenta una forma di gelosia immotivata che colpisce soprattutto le donne, c'è chi soffre di gelosia punto e basta  ed infine c'è chi è affetto da gelosia lieve, quasi impercettibile. Quest'ultima colpisce, nella maggior parte dei casi, gli uomini.

E' un sentimento che ci sfugge dalle mani, al di fuori del nostro controllo, un sentimento che nasce all'improvviso e che ci strappa l'anima.

Fin dalla più tenera età ho dovuto convivere con questa patologia.
Da bambina soffrivo se qualcuno prendeva in mano un oggetto a me caro, come poteva essere una bambola o una coperta. Da ragazzina, non sopportavo che la mia migliore amica desse attenzioni ad altri oltre me. Da grandicella, morivo di gelosia quando i ragazzi che mi piacevano e che non mi hanno mai filato, preferivano la bionda della terza C.

Insomma, conosco bene questo sentimento.
I sintomi sono: una stretta allo stomaco, un prurito insopportabile alle mani e una gran voglia di spaccare tutto.

Spesso soffro di gelosia immotivata tipo: con chi parlavi? chi era quella? perchè ti ha sorriso? e così via.
Alla risposta: "è mia sorella!", potrei anche sotterrarmi.

Altre volte soffro di gelosia possessiva.
"Esco con la mia migliore amica" o "vado in vacanza a Cuba" ed io:"posso venire?".

Altre volte soffro di gelosia punto e basta.
"Sai, mi ha telefonato la mia ex per farmi gli auguri per la festa di Santa Apollinare in Classe e per il centesimo anniversario della nascita di Pinco Pallino". Allora io rispondo: "ma che cazzo vuole ancora quella li?".

L'altro giorno ascoltavo, alla radio, un programma di posta del cuore. Una tizia diceva che suo marito le aveva confessato di essersi innamorato di un'altra. Lei si chiedeva cosa dovesse fare. Lasciarlo andare? Perdonarlo? Ricominciare?
A quelle parole mi si sono mescolati un sacco di pensieri in testa e solo uno alla fine ha prevalso: l' omicidio!
Lasciarlo andare? solo su una sedia a rotelle o mal che vada dentro una bara.
Perdonarlo? prima deve passare sul mio cadavere.
Ricominciare? ma chi si fida più!
.

Però, se un giorno mi venisse detto realmente: "ti devo parlare...".
Beh, credo che la mia gelosia andrebbe a farsi fottere. Mi incazzerei come una bestia, ma poi cosa potrei fare?
Un omicidio? cosa ci guadagnerei?
Penso che vorrei solo sparire. Punto e basta.

La gelosia è un sentimento che colpisce tutti, un sentimento inutile, ma non posso fare a meno di conviverci.
Se qualcuno scoprisse la cura, me lo dica.





lunedì 14 dicembre 2009

Le contraddizioni femminili














A volte, noi donne diciamo delle cose, ma in realtà pensiamo l'opposto.
Mi spiego meglio.

Davanti ad una torta al cioccolato farcita di panna e fragole diciamo: "no grazie, sono a dieta!". Poi, arrivate a casa, apriamo il barattolo di nutella da 500 gr e ce lo pappiamo tutto in una sera. Alla faccia della dieta!

Altre volte, capita che vediamo delle nostre simili vestite in maniera stravagante ed esclamiamo: "ma come si è vestita quella! pensa di essere al circo?". In realtà, invidiamo la faccia tosta della tizia che ha avuto il coraggio di vestirsi in maniera alternativa.

Quando vediamo delle ragazzine (s)vestite con minigonne ombelicali e scollature vertiginose, con tono acido diciamo: "poi si lamentano che le violentano!". In realtà pensiamo: "beate loro che se lo possono permettere".

Capita che conosciamo un uomo dopo anni o mesi di astinenza. Ci sta che siamo disperate ed un tantino affamate. Ci sta che questo ci piaccia da morire e, inevitabilmente, lui sta un pò sulle sue. Pensiamo: "cerco di fare l'indifferente, così attiro la sua attenzione". Cominciamo, allora, a fargli discorsi del tipo: "non mi voglio impegnare"; "non sono fatta per stare con qualcuno"; "il matrimonio? cosa significa questa parola?" ed altre frasi del genere. In realtà ci vediamo già sull'altare con lui.

Se questo aveva intenzioni serie, scappa.

Se questo non aveva intenzioni serie, dopo averci sedotte, ci abbandona. Perchè? perchè si dicono: "non mi metto mica con una che me la da la prima sera..."

Altre volte ci piace una persona e la maltrattiamo.

Altre volte illudiamo le persone solo perchè ci piace avere la loro attenzione.
In realtà ci sentiamo sole, abbiamo bisogno di attenzioni e quando le troviamo, illudiamo l'altro sesso.
E' inevitabile che il terreno cominci a scottare ed allora, molto semplicemente, leviamo le tende senza dire una parola!

Ci accorgiamo che il gioco ci sta sfuggendo dalle mani, scappiamo senza dare spiegazioni. Quell'altro si farà mille paranoie. Si chiederà: "Cosa è successo? Eppure, mi dava retta. Sembrava che ci stesse".
Non è successo nulla, è finito il gioco. Cerchiamo attenzioni da altre parti.

Insomma, le donne sono un cumulo di contraddizioni, ma anche un cumulo di incertezze e paranoie.
Dovremmo imparare a dire quello che in realtà pensiamo, perchè se la persona giusta arriva, ci accetterà per come siamo e non per quello che vogliamo fargli credere di essere. Perchè, qualsiasi cosa vogliamo fargli credere sarà pur sempre sbagliata. Allora, tanto vale mostrare subito chi siamo.

giovedì 19 novembre 2009

Il principe azzurro pallido














Donne, fanciulle indifese, è a voi che mi rivolgo!!!

Siete in cerca di quell'uomo che vi farà battere forte il cuore, girare la testa e sospirare?
Lo aspettate, mentre arriva in sella ad un cavallo bianco?
(Possibilmente che sia il principe, lo stalliere lo valuterete in un secondo momento come probabile amante).

Un giorno, sul vostro cammino, si presenterà un bel giovine dallo sguardo accattivante, un sorriso a trentasei denti che manco nella pubblicità di un dentifricio si è mai visto.
Questo ragazzo, vi riempirà di parole talmente mielose che i vostri denti si carieranno in un nano secondo.
Vi sedurrà con gesti gentili e sguardi languidi.

Insomma, già vi vedete sulla via dell'altare, una bella casa ed un pargoletto.
Diffidate, donne, diffidate!!!

Perchè, se pensate di aver messo nel sacco un secondo appuntamento, il bel giovinastro comincerà a blaterare questo tipo di discorso:
"Mi dispice, non ho la testa per una storia seria. Mia nonna è morta dieci anni fa.
La mia ex mi ha lasciato una settimana fa, per fuggire con un vecchio di novanta anni malato di prostata e i capitali all'estero.
Mio padre è ricoverato di emorroidi e mia madre, per mantenere me e i miei sette frattelli, gestisce una chat erotica.
Per questo, nonostante tu sia brava, bella e non ti manchi nulla, non me la sento di iniziare una storia seria".

Succo del discorso: se ti va bene, trombiamo?!

Insomma donne, diffidate dalle apparenze.

Prima dell'uso, leggere attentamente il foglietto illustrativo. In caso di persistenza,consultate un medico.... ma uno bravo!!!

giovedì 12 novembre 2009

Trans-forme














Se mai, un giorno, il mio uomo dovesse tradirmi con un trans, ci rimarrei veramente, ma veramente male!!!

In termini di paragone, alla domanda: "Cos' ha quel trans che io non ho?", cosa mi risponderebbe?