giovedì 10 dicembre 2009

Campagna di sensibilizzazione














Dall'altra parte del mondo, esattamente in Nuova Zelanda, ogni notte si svolge una strage.
Una strage di poveri, piccoli e teneri animaletti: i leprotti.

Quando scattano le cinque del pomeriggio, con i negozi che abbassano le serrande, con le mucche che terminano la mungitura, le pecore che si ritirano negli ovili e con la gente che si chiude in casa per la cena: i leprotti escono dalle loro tane.
Scorazzano allegri e scattanti per le lunghe distese di campi color verde brillante. Non pensano a nulla, solo a correre e a sgranocchiare carotine.

Ma, nonostante la ritirata delle cinque della sera, qualcuno si arrischia ad uscire.
Mille sono i motivi che possono indurre un essere umano a violare il coprifuoco, a tentare la sortita dopo il crepuscolo  e a mettersi al volante.
Per esempio, l'andare a recuperare qualcosa di importante, dimenticato a km di distanza.

Il cielo stellato della Nuova Zelanda è veramente luminoso, ma questa visione romantica non basta a distogliere l'attenzione da quei corpicini straziati sull'asfalto.
Mentre, a bordo della tua auto percorri la tua via con la musica a palla, non puoi fare a meno di disgustarti di fronte a tale scempio.
Poi li scorgi, vivi e pimpanti sul ciglio della strada, mentre cercano di attraversarla con le loro zampette e con il loro musetto simpatico.

Senza preavviso scattano davanti alla vettura dando inizio ad uno slalom volto all'evitarli, perchè sono teneri e piccoli. Perchè hai negli occhi i corpicini dilaniati da altri automobilistici e perchè anche tu non vuoi macchiarti del sangue dei leprotti.

Ma poi c'è lui, il leprotto Kamikaze che vuole per forza suicidarsi!

Tu cerchi di evitarlo, ma lui continua a starti tra le ruote. E' inutile, non si toglie!

Nonostante i tuoi buoni propositi, lui continua a stare in mezzo alla carreggiata. Tu cerchi di evitarlo. Rallenti, ma il leprotto si mette sul tuo cammino. E così che accade l'inevitabile: SNIACK!!!

Ogni notte, sulle strade della Nuova Zelanda si consuma una strage di innocenti leprotti.
Ogni giorno, su quelle stesse strade, si trovano nuovi corpicini straziati di quei poveri animaletti.
Anche tu, tuo malgrado, ti sei reso partecipe della strage!

Stai tranquillo: le lepri, cucinate alla cacciatora, sono veramente squisite.

mercoledì 9 dicembre 2009

Le vie del navigatore, sono infinite.















Ultimamente, mi sono trovata ad utilizzare il navigatore satellitare, soprattutto in luoghi come Torino.

Secondo me, questo strumento tecnologico, è uno strumento del demonio. Uno strumento che  ti spinge a fidarti di lui, ma in realtà, ti vuole portare verso la morte. Non per nulla, ha una destinazione già preimpostata: destinazione paradiso, paradiso città!

Dite che esagero? Allora perchè, quella vocina tanto sensuale, quanto fredda ti indica: "fra 200m, girare a destra!", puntualmente un "senso vietato" campeggia all'imbocco della strada che, se non lo noti, un bel frontale non te lo leva nessuno?!

Dopo innumerevoli sensi vietati evitati e uin giro del menga che non finisce più: comincio ad insultare il navigatore urlando alla vocina: "sta zitta brutta XXXX!", "non ti ascolto!", "PutXXXX!". Alla fine, estenuata, lo spengo!

Ed è così che utilizzo il metodo della nonna: accostarmi al primo passante, abbassare il finestrino e con sguardo supplichevole e voce mielosa chiedo: "scusi, mi saprebbe indicare la via più breve per tale destinazione?". Il passante, con molta gentilezza risponde: "arrivi alla prima rotonda, giri a destra, poi a sinistra, vada fino al semaforo. Al semaforo vada dritto, superi il supermercato, alla prima giri a destra, arrivi fino alla rotonda. Ci dovrebbe essere un ponte,  lo attraversi. La sua destinazione è 200 sulla sinistra!".

Avete segnato tutto? io, mentalmente, mi sono già persa alla prima traversa.
Insomma, dopo 20 m, mi accosto al secondo passante e gli richiedo le stesse informazioni.

Estenuata, riaccendo il navigatore: "tesoruccio bello, perdonami se prima ti ho insultato! ti prego, indicami la via".
La vocina comincia: "Continuare per 100 m su questa strada, al semaforo girare a destra!".
"Bene, mi ha perdonato", pensi tu.

Non hai finito di pensarlo che, quando al semaforo stai per girare a destra, ti accorgi che un bel divieto di accesso, campeggia all'ingresso della strada: "Bastarda! mi volevi fare di nuovo fuori, vero?!"

domenica 6 dicembre 2009

No sciroppo, no party













Di solito, quando ho la tosse, non prendo mai lo sciroppo, me la tengo.
Ma, dovendo  affrontare, a breve, un lungo viaggio in aereo, non ho voluto rischiare.

Al primo colpo di tosse in aereoporto, un gruppo di cecchini mi avrebbe potuto sparare dei proiettili sedanti tramottendomi sedutastante. Subito dopo, una manciata di uomini in giacca e cravatta con occhiali da sole, stile man in black, si sarebbe avvicinato, mi avrebbe messo un sacco sulla testa e poi portata via.

Una volta sveglia, invece di trovarmi nel luogo di vacanza tanto sognato, mi sarei trovata in uno sperduto sanatorio, nascoto nell'aera 51. A farmi compagnia, gente infetta dall'influenza Ah1n1 .
Non volendo rischiare tutto ciò, mi sono recata in farmacia.

La farmacista molto gentilmente e con molta competenza mi ha consigliato uno sciroppo, aggiungendo: "faccia attenzione, induce sonnolenza. Non lo prenda prima di fare lunghi viaggi in auto".
Pago e appena arrivata a casa ingollo mezzo litro di sciroppo.

Ragazzi, manco 10 mojtos mandati giù l'uno dietro l'altro mi avrebbero fatto lo stesso effetto. L'effetto ubriaca. Stavo benissimo. Nessun dolore, nessun mal di testa. Volevo solo ridere e volevo bene al mondo. Avrei abbracciato chiunque mi si presentasse davanti. Mi sembrava di essere dentro una nuvoletta, torpore totale. La testa era talmente leggera che temevo mi si staccasse dal collo e prendesse il volo come un palloncino.

Adesso, non vorrei passare per quella che fa pubblicità positiva alla sbornia, sto semplicemente dicendo che: no sciroppo, no party!

giovedì 3 dicembre 2009

Materialista















Sono stata accusata di essere materialista.
Solo perchè ho chiesto una parure di diamanti per natale.

martedì 1 dicembre 2009

La semina di preservativi












Avevo l'auto dal carrozziere. Per andarla a prendere ho fatto, i 500m che separano casa mia dal dottore delle macchine, a piedi.
Uscendo di casa, noto una scatola vuota di preservativi abbandonata sul marciapiedi.
Non guardate me, io non sono stata! certe cose, non si fanno sotto casa, al massimo dentro.

Continuando il mio cammino, canticchiando allegramente, noto dopo poco un altro pacchetto di preservativi abbandonato sul ciglio della strada, accanto ad una pattumiera.
Probabilmente, il tizio, preso dalla foga del momento non è riuscito a centrare il cassonetto, o molto probabilmente, non si  è preso la briga di aprirlo.
Perchè continuate a gurdarmi? certe cose, io non le faccio assolutamente!
 
Continuando il cammino ed arrivando nei pressi della carrozzeria, incontro il cacciatore.
Scusate, questa è un'altra storia, magari ve la racconto la prossima volta.

Dicevo, nei pressi della carrozzeria, eccolo! un altro pacchetto vuoto di preservativi al ridosso di un prato, abbandonato sull'asfalto.

Adesso i casi sono tre:
  1. statisticamente, tre pacchetti di preservativo abbandonato nel raggio di 500 m, in un paese di 900 anime, con una densità di 2 abitanti al kmquadrato, significa che o si tromba molto, o vengono a trombare in trasferta;
  2. i miei compaesani, sono dei gran maleducati;
  3. è un messaggio subliminale.Qualcuno vuole dirmi qualcosa, ma cosa?